Storia

La Scuola Vittorio Alfieri nel 1953

La sede di Largo San Pio V è un edificio degli anni ’50 attualmente completamente ristrutturato. La scuola è fornita di un laboratorio informatico, di spazi esterni per l’educazione motoria e di cucina e refettorio per il servizio mensa gestito dal Comune di Roma. Limitrofa a stazioni della linea A della Metropolitana e a ridosso della consolare Aurelia, che collega l’hinterland a nord di Roma (direttrice mare) con il centro, raccoglie un’utenza che supera i limiti territoriali del XVIII Municipio; ciò comporta molta eterogeneità e l’esigenza di un tempo scuola lungo che combaci con l’orario lavorativo dei genitori. Ne deriva un’apertura dell’istituto dalle 7.30 alle 17.30 con connessa organizzazione di servizi prescuola e post scuola e attivazione di proposte pomeridiane facoltative opzionali.

Chiesa della Madonna del Riposo nei primi anni del ’900

Al fine di favorire l’ampliamento dell’offerta formativa e l’integrazione dinamica con le esigenze e le risorse del territorio è stato scelto un approccio sistemico che è sembrato essere il più idoneo ad affrontare una problematica complessa quale quella dell’apprendimento inteso come processo di costruzione collettivo, in continua evoluzione, finalizzato all’acquisizione di atteggiamenti e competenze tali da far affrontare, in relazione alle varie fasce di età, il percorso di educazione alla vita e alla convivenza civile. Paradigmi teorici di riferimento del POF sono, quindi: – la teoria delle intelligenze multiple di Gardner secondo la quale ogni persona ha una particolare competenza intellettiva rivolta ad un ambito specifico nel quale ottiene positivi risultati con minore sforzo che in altri; – le teorie costruttiviste per le quali l’apprendimento costituisce un impegno attivo di ciascuno a costruire i propri saperi; – le teorie del cooperative learning secondo cui il significato delle conoscenze / esperienze viene costruito attraverso il confronto tra prospettive differenti. L’ambiente educativo che ne consegue tende a liberare e organizzare le capacità di coloro che apprendono secondo un modello pedagogico che prevede un agire basato sulla cooperazione e sul presupposto che ogni forma di conoscenza è frutto di un’elaborazione costruita del singolo che, nell’apprendimento, interagisce con il proprio vissuto; ne deriva l’assunzione di ulteriori impegni educativi e sociali che coinvolgono le famiglie anche al di là del dovuto ruolo di collaborazione e supporto. La scuola, qualificato punto di riferimento nel territorio, si impegna attraverso impostazioni metodologico-didattiche di valore e attività diversificate in orario curricolare ed extrascolastico con proposte pomeridiane di spessore, aperte anche agli adulti. Particolare impulso vuole essere dato alla formazione in servizio e all’aggiornamento del personale allo scopo di conoscere e acquisire nuove metodologie di approccio verso gli alunni in maggiore difficoltà e supportare processi innovativi.